Itinerari per Cortina d'Ampezzo: 5 giorni tra laghi, forcelle e rifugi
La zona di Cortina d'Ampezzo è uno dei punti più iconici per il trekking estivo nelle Alpi italiane. Situata nel cuore delle Dolomiti, offre una rete di sentieri che attraversano paesaggi molto diversi tra loro: pareti rocciose verticali, altopiani lunari, boschi di larici e laghi alpini di un turchese quasi irreale. Questo itinerario di circa cinque giorni è pensato per una camminata estiva di livello medio, adatta a chi ha già un minimo di allenamento e vuole vivere un’esperienza completa senza affrontare ferrate tecniche.
L’obiettivo non è “fare chilometri”, ma attraversare alcuni degli ambienti più rappresentativi delle Dolomiti con un ritmo sostenibile, alternando tappe lunghe e momenti di sosta nei rifugi.

Giorno 1: Arrivo e acclimatamento – Val di Fanes e dintorni
Il primo giorno è dedicato all’ingresso graduale nell’ambiente alpino. Dopo l’arrivo a Cortina, conviene iniziare con una camminata semplice nella zona della Val di Fanes, uno dei sistemi vallivi più estesi e scenografici della regione.
L’idea è partire dal fondovalle e risalire dolcemente lungo sentieri ben segnati, attraversando pascoli e boschi di conifere. Qui il dislivello è contenuto e permette di abituarsi all’altitudine senza stress.
Nel pomeriggio si può rientrare in paese o scegliere un breve anello nei dintorni, utile per verificare l’attrezzatura: scarponcini, zaino, bastoncini e soprattutto gestione dell’acqua, elemento fondamentale in quota.

Giorno 2: Cinque Torri e Rifugio Scoiattoli
La seconda giornata è uno dei momenti più iconici dell’intero itinerario. Le Cinque Torri rappresentano una delle formazioni rocciose più riconoscibili delle Dolomiti, non solo per la loro forma ma anche per il valore storico legato alla Prima Guerra Mondiale.
Si parte generalmente da Passo Falzarego o da Bai de Dones, seguendo sentieri ben segnalati che salgono gradualmente fino all’area delle Cinque Torri. Il percorso è relativamente breve ma molto ricco dal punto di vista paesaggistico.
Una volta arrivati, il consiglio è di proseguire fino al Rifugio Scoiattoli, punto panoramico privilegiato sul gruppo del Nuvolau e sull’intero anfiteatro dolomitico circostante. Qui si può sostare a lungo per osservare il paesaggio e pianificare le tappe successive.
Nel pomeriggio è possibile rientrare oppure proseguire verso il Rifugio Nuvolau, il più antico delle Dolomiti ancora in funzione, situato su una cima panoramica con vista a 360 gradi.
Giorno 3: Lago di Sorapis – acqua turchese e pareti verticali
Il terzo giorno è dedicato a una delle escursioni più famose e frequentate della zona: il Lago di Sorapis. Il punto di partenza più comune è il Passo Tre Croci, facilmente raggiungibile da Cortina.
Il sentiero si sviluppa inizialmente nel bosco, con una salita progressiva che diventa più esposta nella parte finale. Alcuni tratti sono attrezzati con cavi metallici, ma non si tratta di una ferrata vera e propria: è sufficiente passo sicuro e attenzione.
La ricompensa è uno scenario unico: un lago alpino di colore turchese intenso, incastonato sotto le pareti del Monte Sorapis. L’impatto visivo è molto forte e rappresenta uno dei momenti più memorabili dell’intero itinerario.
Qui è consigliabile fermarsi a lungo, evitando le ore di punta se possibile. Il rientro avviene per lo stesso percorso, con discesa piuttosto costante.

Giorno 4: Alta via panoramica verso il Lagazuoi
Il quarto giorno è più impegnativo e prevede un dislivello maggiore. L’obiettivo è raggiungere l’area del Lagazuoi, uno dei punti panoramici più spettacolari delle Dolomiti centrali.
Si parte nuovamente dal Passo Falzarego oppure da altre varianti di sentiero in base alla condizione fisica. La salita può essere affrontata interamente a piedi oppure in parte con la funivia, a seconda del tempo e dell’energia disponibile.
Una volta in quota, il paesaggio cambia radicalmente: si passa da boschi e prati a un ambiente roccioso e aperto, quasi lunare. Da qui si possono osservare gruppi montuosi come le Tofane e la Marmolada in lontananza.
Il Lagazuoi è anche un luogo di grande interesse storico, con gallerie e trincee della Grande Guerra, visitabili in parte con attrezzatura adeguata.
La notte può essere trascorsa in rifugio, per vivere l’esperienza dell’alta quota in modo completo.
Giorno 5: Discesa e rientro attraverso le Tofane
L’ultimo giorno è dedicato alla discesa verso Cortina attraversando il gruppo delle Tofane, una delle montagne simbolo della zona.
I sentieri qui sono numerosi e permettono di scegliere tra vari livelli di difficoltà. Una delle opzioni più equilibrate è un percorso che alterna tratti panoramici a discese più dolci attraverso boschi e prati alpini.
Durante la discesa si percepisce chiaramente il cambiamento di ambiente: dal mondo roccioso dell’alta quota si torna gradualmente alla vegetazione più fitta e ai fondovalle abitati.
L’arrivo a Cortina segna la fine dell’itinerario, ma anche la sensazione di aver attraversato un microcosmo naturale estremamente vario in pochi giorni.
Consigli pratici per l’itinerario
Un trekking di questo tipo richiede alcune attenzioni fondamentali:
- Allenamento base: non è un percorso tecnico, ma richiede capacità di camminare 5–7 ore al giorno.
- Meteo variabile: anche in estate, le condizioni possono cambiare rapidamente. È essenziale avere giacca impermeabile e strati termici.
- Acqua e rifornimenti: i rifugi sono presenti, ma non sempre ravvicinati. Meglio partire sempre con scorte adeguate.
- Cartografia o GPS: i sentieri sono ben segnati, ma la rete è vasta e può creare confusione nei bivi.
- Rispetto dell’ambiente: l’area è fragile e molto frequentata. Restare sui sentieri è fondamentale per preservare il territorio.

Conclusione
Un itinerario estivo nella zona di Cortina d’Ampezzo non è solo un’esperienza sportiva, ma un viaggio attraverso alcuni dei paesaggi più iconici d’Europa. In pochi giorni si passa da laghi nascosti a bastioni rocciosi, da boschi silenziosi a panorami aperti sulle grandi cime dolomitiche.
Questo percorso è pensato per essere flessibile: può essere accorciato, ampliato o modificato in base al meteo e alla forma fisica. L’importante è mantenere un ritmo lento e osservare il territorio, perché la vera ricchezza delle Dolomiti non è la destinazione, ma ciò che si incontra lungo il cammino.












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